VOLIAMO ALTO CON I PIEDI PER TERRA

lunedì 16 febbraio 2009

Logistica: che sia uno stop salutare

“La gatta frettolosa fa i gattini ciechi” se non sbaglio è un vecchio detto popolare.

La gatta (o le gatte) nel caso specifico sono impersonate dalla VIP Spa e dalla maggioranza di Bressana – Sindaco in testa – che, con la scusa del tempo che passa, dei contratti che scadono hanno fatto di tutto per evitare “perdite di tempo”: la Valutazione di impatto ambientale, la Valutazione ambientale strategica, l’analisi di forme di compensazione ambientale, non se ne fa nulla e avanti spediti.

Il tutto perché entro il 31 dicembre 2008 sarebbero scaduti i contratti per la VIP e, conseguentemente, ci sarebbero stati problemi occupazionali.

Bene (o male: è questione di punti di vista) il 12 febbraio, a quattro giorni dalla conferenza dei servizi “conclusiva”, con il Consiglio comunale con la convocazione praticamente pronta per approvare definitivamente il progetto di logistica, la VIP chiede un rinvio per rivedere il piano industriale.

I casi sono due: o ci si vuole ulteriormente ampliare o, forse più concretamente, sono intervenuti problemi sulla reale fattibilità dell’intervento.

La terza ipotesi su un ripensamento circa valutazioni ambientali, compensazioni, ovviamente, non la consideriamo nemmeno.

Bel risultato, certo!

E noi che abbiamo preso sul serio la cosa, che ci siamo preoccupati delle 80 famiglie dei lavoratori ex Seril che avrebbero avuto un futuro solo con la nuova logistica, che ci siamo battuti perché con un po’ di responsabilità si verificassero veramente gli impatti sul territorio, che chiedavamo che la “gente” di Bressana, di Bastida, di Castelletto avesse reali benefici.

Noi che ci siamo seriamente preoccupati che la VIP volesse discriminare le assunzioni privilegiando i residenti nei Comuni le cui amministrazioni fossero favorevoli (v. lettera della VIP del 22 dicembre).

L’abbiamo presa troppo sul serio?

Francamente è il nostro modo di vedere le cose, vogliamo andare a fondo, verificare i reali interessi ed i reali benefici, specie quanro le proposte ci convincono poco.

E francamente penso che abbiamo avuto ragione noi e continua a sbagliare chi pensa di sottrarsi a verifiche, chi si ferma al “benedire gli imprenditori che danno lavoro”, senza pensare a quale lavoro, a come, con che impatti.

Non possiamo far altro, oggi, che augurarci – visto che la fretta, poi non era così impellente – un ripensamento globale, magari abbandonando quel progetto e cambiando radicalmente idea sul da farsi e, soprattutto, tenendo conto degli interessi e delle reali volontà di chi sul territorio ci vive e vuole continuare a farlo al meglio possibile.

Umberto Montagna

Capogruppo Consigliare INSIEME

martedì 2 dicembre 2008

Contro ogni legalità

Dalla nostra "inviata speciale" Irene Miracca riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Gaza - Infopal. Il deputato Jamal al-Khudari, presidente del Comitato popolare per rompere l'assedio, ha dichiarato che questa mattina le navi da guerra israeliane hanno costretto la fregata libica "Al- Marwah", con a bordo 3.000 tonnellate di aiuti umanitari alla popolazione gazese assediata, a tornare indietro subito dopo aver raggiunto le acque territoriali palestinesi. La barca ha fatto rotta verso il porto di al-Arish, in Egitto.
Al-Khudari ha affermato che, alle 6,30 di questa mattina, la nave libica ha raggiunto le acque di Gaza ma è stata costretta con la forza a virare e a ripartire, dopo essere stata disturbata dalla marina israeliana per un'ora e mezza, con interruzioni nella comunicazione.
Al-Khudari ha sottolineato che l'equipaggio della nave libica è in buona salute e che non sono stati riferiti danni o feriti, e ha aggiunto che sono in corso contatti diplomatici internazionali per cercare di far attraccare l'imbarcazione a Gaza

venerdì 28 novembre 2008

Il patrimonio della comunita' svenduto

Riveviamo e pubblichiamo il contributo di Valeria Bevilacqua, consigliere comunale

Il patrimonio della comunità venduto per un piatto di lenticchie!
E’ lecito vendere il patrimonio immobiliare storico di una comunità senza ascoltare il parere dei cittadini?

A seguito dei due articoli apparsi in queste settimane, esattamente
il 5 e il 16 novembre, relativi alla sistemazione di piazza Marconi,
come consigliere di minoranza di Bressana sento il dovere di intervenire
sia nel merito del progetto sia nelle modalità di finanziamento dell’opera
attuate dall’amministrazione.
Ciò che innanzitutto vorrei evidenziare è che il progetto del cosiddetto parco urbano non è stato condiviso, né dalla minoranza che ha votato contro in sede di consiglio comunale, né dalla popolazione che non è stata consultata e neppure ascoltata e che, anzi, solo a lavori iniziati è venuta a conoscenza dell’intervento.
Si tratta perciò di una scelta che, contrariamente a quanto dicono
gli amministratori, non è stata per nulla partecipata, a meno che,
come attività di trasparenza e partecipazione l’amministrazione
non ritenga sufficiente la riunione svoltasi tra amministratori, parroco
e direttore scolastico, persone interessate in quanto responsabili
degli edifici,chiesa e scuola elementare, confinanti con l’area del progetto.
Ma veniamo al fatto più grave di cui non si fa cenno negli articoli sopra citati
e cioè la svendita di un bene della comunità: il fabbricato della ex scuola media, detta anche scuola di Coppa, avvenuto senza ascoltare il parere delle cittadine e dei cittadini che ne sono proprietari.
Nell’ articolo del 5 novembre, viene indicato in 125.000 euro il costo per la sistemazione di Piazza Marconi, nel successivo articolo di domenica 16, il sindaco, colto come si dice in castagna, rimodula il prezzo dell’intervento che lievita a circa 400.000 euro (il costo esatto è di 410.000 euro), vantandosi però delle risorse finanziare interamente disponibili a cassa del Comune e non recuperate attraverso mutui.
Ma ancora una volta non si dice tutta la verità. Perché per poter avere la disponibilità finanziaria per l’intervento di ripristino della piazza, l’amministrazione ha ceduto alla ditta appaltatrice dei lavori il fabbricato della ex scuola media per 150.000 euro. Si, il Comune ha svenduto un bene, patrimonio della comunità, cioè di tutte le cittadine e di tutti i cittadini per un piatto di lenticchie!
Ci domandiamo se questo modo di agire possa dirsi coerente con l’interesse della comunità stessa o se invece ne sono stati lesi i diritti, se è normale che un’amministrazione possa, indisturbata e senza il consenso della comunità che amministra alienarne i beni comuni. In altri termini, non ci pare molto lungimirante la scelta degli amministratori di alienare un bene patrimoniale immobiliare per lavori di carattere poco più che estetico; vi pare che ognuno di noi sarebbe propenso a vendere la casa della nonna per cambiare le piastrelle del soggiorno?
Per altro, l’art. 4 della Legge 1089/39, ulteriormente specificata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, sottopone a tutela tutti quegli immobili, di età superiore ai 50 anni che presentano interesse storico artistico, di proprietà di Enti o Istituti Pubblici. Inoltre, è ormai riconosciuto che l’insediamento storico e i beni culturali rappresentano un importante valore, anche di natura economica, per ogni Comune. Si tratta infatti non solo di una imprescindibile testimonianza delle radici culturali e dell’identità del territorio e della comunità, ma anche di una componente rilevante che determina la qualità dell’abitare e diventa base fondamentale per uno sviluppo che sia sostenibile anche per il futuro.
E la ex scuola media, patrimonio della comunità, potrebbe essere sottoposta a tutela proprio per il suo valore di memoria storico–culturale. L’edificio, di oltre 50 anni, situato in posizione strategica, all’entrata di Bressana, rappresenta il simbolo delle radici culturali e dell’identità del paese. Un solo esempio: i mattoni della costruzione provengono dalle fornaci di Bressana che nella seconda metà dell’800 vantava, per dimensioni commerciali, il terzo posto nella provincia.
Bressana era terra di fornaci e ogni mattone di cui la scuola è composta, porta in sè la testimonianza del lavoro e della fatica degli antenati che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo della comunità.
Sono quindi presenti tutte quelle caratteristiche storiche, culturali, naturali, morfologiche ed estetiche proprie degli immobili o delle aree che abbiano significato e valore identitario del territorio in cui ricadono o che siano percepite come tali dalle popolazioni,sufficienti perchè un’accorta amministrazione possa chiederne la dichiarazione di notevole interesse pubblico.
Progettare il futuro significa vedere lontano, avere rispetto per il passato e capacità di dare valore, economico e sentimentale, a ciò che è simbolo della nostra identità.

Valeria Bevilacqua
Consigliere comunale gruppo Insieme
Bressana Bottarone

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venerdì 24 ottobre 2008

Logistica: come previsto

Per un po' - lo ammetto - c'avevo sperato.
Passati quasi due mesi dalla conferenza dei servizi per analizzare la proposta del Comune di Bressana Bottarone di escludere dalla Valutazione Ambientale Strategica il progetto della logistica, un po' di speranza che il buon senso prevalesse (magari per le difficoltà di dire di no ad una richiesta condivisa e, soprattutto, sensata)si era fatta strada.
MA QUANDO MAI!
La maggioranza di Bressana Bottarone non si smentisce: "se qualcuno chiede di verificare gli impatti ambientali di un intervento, vuol dire che è contro e quindi, visto che noi siamo a favore, nessuna verifica, si va avanti come se niente fosse"questo devono aver pensato.
Quindi niente VAS con un lungo documento fatto di allegati e controallegati, ma con motivazioni che non scalfiscono assolutamente le posizioni del gruppo di opposizione, di alcuni Comuni confinanti, dei comitati, delle associazioni ambientaliste, di Legambiente.
L'unica prescrizione alla VIP: diecimila metri quadri (il 3% del territorio occupato dall'insediamento)da piantumare.
E' una presa in giro!
Umberto Montagna

martedì 30 settembre 2008

a caccia di ecomostri



Ci (ri)siamo. E’ la terza edizione di Nonsolopuntaperotti, il concorso che si, vabbè, le fotografie… da cellulare… ma soprattutto i soggetti: gli ecomostri, le opere dell’uomo che deturpano e abbruttiscono uno dei paesi più belli del mondo. Perchè “non ci vuole niente a distruggere la bellezza” (cit). E noi cercheremo di distruggere gli ecomostri. Come l’ex Cinema porno di Zingonia, come l’Abergo dei mondiali di Milano.

Ora siamo nazionali e c’abbiamo pure un partner organizzativo e il patrocinio morale del Ministero.


Marcello Saponaro

venerdì 4 luglio 2008

Logistica: perchè non si vuol verificare?

di Umberto Montagna - Capogruppo consigliare INSIEME

Nel corso della Conferenza dei Servizi del 24/04/08 molti dei presenti – a cominciare dall’Amministrazione provinciale di Pavia – chiesero l’effettuazione della Valutazione Ambientale Strategica che, come affermato dal “Codice dell’Ambiente”: “ha la finalità di assicurare che l'attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un'equa distribuzione dei vantaggi connessi all'attività economica.”
La stessa normativa afferma che: “la valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita.

Da queste premesse si evince la motivazione della richiesta di assoggettare il progetto di insediamento per la logistica, presentato dalla VIP Spa, alla Valutazione Ambientale Strategica: proprio per verificarne gli impatti, le conseguenze, le possibile compensazioni.
Il Comune di Bressana Bottarone ha scelto di verificare innanzitutto l’esclusione dalla VAS del progetto in essere, facendo, di fatto, una scelta di campo evidente: di fronte alle richieste di effettuare le verifiche, ha scelto di evitarle.
Su ciò, prima ancora che nel merito del documento di sintesi, si appunta la nostra contrarietà.

Rileviamo, inoltre, che la normativa prevede che sia l’autorità procedente a predisporre il documento di sintesi: nel caso in esame l’autorità procedente è il Comune di Bressana Bottarone.
Ci chiediamo, innanzitutto, per quale motivo il Comune di Bressana Bottarone ha commissionato il documento di sintesi, base per la verifica dell’esclusione dalla VAS del progetto per la logistica, all’estensore del progetto stesso?

A nostro avviso – come ampiamente dettagliamo nelle osservazioni che abbiamo presentato – il documento non consente di accogliere l’ipotesi di escludere la VAS sia perché non dà risposte alle stesse indicazioni della Regione Lombardia (cui ampiamente cerca di rifarsi) che, tra l’altro, chiedono di verificare la possibilità di acquisire ulteriori superfici o fasce a ridosso del lato sud della piattaforma e/o altre aree o fasce per attuare una migliore compensazione ambientale dell’intervento, sia perché i “criteri di sostenibilità impliciti”, elaborati dallo stesso documento di sintesi, non risultato assolutamente soddisfatti né dal progetto, né dal documento stesso.
Per questo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che, vista la decisione della Regione di non sottoporre l’intervento al VIA, almeno lo si sottoponga alla VAS al fine di verificarne dettagliatamente gli effetti e consentire, nel percorso partecipato che la procedura prevede, il più ampio confronto e l’acquisizione di tutti gli elementi necessari ad un giudizio compiuto e responsabile.
Ci auguriamo che anche questa occasione non venga persa.

venerdì 6 giugno 2008

E la chiamano sicurezza...

Leggetevi quest'articolo dal sito di Repubblica, oggi 6 Giugno 2008...sessant'anni passati invano